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I pionieri della Chiesa Apostolica avevano la convinzione che la Visione Apostolica dovesse essere condivisa. E' con questo slancio che essa si è estesa e continua ad estendersi in tutti i continenti del mondo.
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…e i Pentecostali ? Che differenza c’è ?

 

La Chiesa Apostolica è parte del movimento Pentecostale mondiale, che si identifica con l’effusione dello Spirito Santo avvenuta ad Azusa Street, Los Angeles, nel 1906; questo in effetti fu solo uno di molti momenti di risveglio carismatico che si sono susseguiti fino ad oggi in tutto il mondo, e che hanno portato alla nascita e sviluppo di varie denominazioni pentecostali quali le Assemblee di Dio, le Chiese Elim, la Chiesa Apostolica, la Chiesa di Dio in Cristo, la Chiesa Internazionale, la Chiesa Quadrangolare e molte altre.

 

Le varie denominazioni pentecostali si diversificano non nella dottrina, che rimane per la maggior parte molto simile (con una enfasi su Gesù Cristo che salva, battezza, guarisce, santifica e ritornerà come Re e Signore), ma piuttosto nelle varie forme di governo della comunità singola o della Chiesa a livello nazionale. Ad esempio le Assemblee di Dio hanno adottato un tipo di governo comunitario congregazionalista, con conferma del ruolo pastorale tramite votazione, mentre la Chiesa Apostolica non contempla l’assemblea di chiesa, ed i vari ministri vengono scelti dal consiglio di apostoli, profeti e pastori, oppure vengono chiamati profeticamente e confermati dall’apostolato.

 

La riunione (di solito chiamata “culto” o “servizio”) si svolge in tutte le chiese pentecostali con un tempo di lode al Signore cantando tutti assieme, di solito accompagnati da un organo oppure anche da un piccolo complesso musicale; seguono poi letture dalla Bibbia, testimonianze personali di fatti avvenuti alle persone in cui si è visto un aiuto da parte del Signore, un momento di preghiera o intercessione per le necessità o bisogni di altri (anche se in molte comunità questo tempo viene separato dal culto domenicale, di adorazione e senza richieste a Dio, con una “riunione di preghiera” adatta all’intercessione).

La parte considerata molto importante o centrale del culto dà spazio alla predicazione della Parola, di solito portata dal conduttore, da un pastore, da uno degli anziani o da ospiti qualificati come “persone nel servizio del Signore”; alla predicazione può seguire un appello alla congregazione a rispondere all’esortazione con una preghiera, poi si tiene una offerta di ringraziamento e si conclude la riunione, che dura in media da una a due ore.

 

Alcune comunità celebrano la “cena del Signore” ogni domenica, spezzando il pane e distribuendo anche il vino ai comunicanti, che sono in genere le persone che hanno accettato il battesimo in acqua, in osservanza al comandamento di Gesù in Matteo 28:19.
La cena del Signore si tiene, in molte comunità una volta al mese, in altre più di rado secondo la decisione del presbiterio (gruppo di “anziani” che dirigono l’assemblea). Le chiese apostoliche sono molto simili nello svolgimento del culto alle assemblee pentecostali, con forse una maggiore enfasi sul tempo di lode con canti coinvolgenti che portino l’assemblea a battere le mani come gesto di lode (Salmo 47:1) e con la possibilità di interventi carismatici o profetici durante le preghiere.

 

Un punto che spesso crea sospetto è il momento delle offerte. Tutte le chiese pentecostali ed apostoliche insegnano la pratica del “rendere la decima al Signore”, cioè di portare alla comunità la decima parte del reddito di una persona come gesto di ringraziamento a Dio per averci provveduto in ogni aspetto della vita. Questa pratica, definita spesso negli articoli di fede delle varie chiese come “dovere responsabile” o “obbligo morale” si fonda sull’insegnamento biblico che parte da Abrahamo, passa per Mosè e viene citato anche da Gesù; normalmente le decime vengono usate per sostenere le persone al servizio delle chiese, come nel Vecchio Testamento venivano adoperate per il mantenimento dei Leviti per il servizio del Tempio. Le eventuali perplessità su una gestione impropria delle finanze offerte, o su un modo ingiusto di richiedere soldi “in cambio di” benedizioni o guarigioni, si fondano sui costumi di alcuni che abusano della semplicità dei fedeli: non vogliamo fare di ogni erba un fascio, ma semplicemente dire che ogni comunità che si rispetti avrà un proprio comitato per la gestione delle finanze, e che un pastore è degno di ricevere uno stipendio equo per il servizio sociale e spirituale che compie a tempo pieno, dato che ogni chiesa pentecostale non è assistita dallo Stato ma si autofinanzia in ogni cosa.

 

Sulla questione dei “titoli” delle persone al servizio vi sono delle differenze. Verso gli inizi del movimento pentecostale, la Chiesa Apostolica era l’unica voce che proponesse di dare ai vari ministeri la terminologia usata nel Libro degli Atti: le altre denominazioni pentecostali ritenevano che chiamare qualcuno “apostolo” o “profeta” fosse un segno di orgoglio, un “abuso di potere” o gesto di falsità. Con il passare degli anni, tuttavia, il riconoscimento della restaurazione alla Chiesa del Signore dei ministeri di Efesini 4:11 si è sparso in tutto il mondo, ed oggi moltissimi movimenti pentecostali riconoscono apostoli, profeti, evangelisti, pastori e dottori, definendo anche delle persone nel servizio con questi nomi. Chi riceve un profeta come profeta, riceverà il premio di profeta: cioè, verrà benedetto dal ministero biblico di manifestazione profetica

 

Lo stesso vale per l’apostolato, l’evangelismo ed il dottorato; la nostra tendenza a chiamare tutti “pastore” è di natura storica, ed in Italia tende anche ad essere incoraggiata dal riconoscimento ministeriale: tutti sono “pastori”, anche se, come doni alla Chiesa, manifestano caratteristiche diverse dal pastorato, che tende a condurre un gregge. L’apostolato tende a conquistare nuovi spazi, ad essere anche “giuntura del Corpo” tra le varie chiese e realtà sparse, e quindi a “coprire” un territorio piuttosto che un’unica comunità; il profetismo è la voce di Dio che indica persone, ruoli o luoghi dove lavorare, l’evangelismo è il ministero che trascina la Chiesa nel mondo per convertire anime, il dottorato è il saper dividere rettamente la Parola di Dio, e tutti lavorano “in squadra” secondo il concetto del Libro degli Atti.

 

Andrew Thomas

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