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Riflessioni

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La velocità di non ritorno - di Marco Grannò

Lo ripeto da anni ed oggi sono ancora più convinto che la Chiesa stia entrando nella fase che la porterà verso la V1, la “velocità di non ritorno”. Quando un pilota di linea in decollo chiama “V1!” significa che non è più possibile tornare indietro. Non è più possibile abortire il decollo.

Anche la Chiesa, come dicevamo, si sta avviando verso la V1. Il tempo stringe, i tempi sono gli “ultimi tempi”. La macchina volante acquista sempre più velocità. Sta arrivando il momento in cui ognuno di noi dovrà decidere se andare avanti o fermarsi. Si avvicina rapidamente la linea di demarcazione tra prima e dopo. Una riga rossa, la linea di confine oltre la quale si entra nella follia di Dio, che, come dice la Parola, è più saggia della logica umana (1Corinzi1.25).

Stiamo correndo all’impazzata verso un tempo nuovo in cui il Signore vuole mostrare cose pazzesche, che però saranno vissute, viste, percepite e cavalcate solo da coloro che scelgono di entrare una volta per tutte nella pienezza della sua presenza, senza limiti di tempo o di spazio, senza mezzi termini, senza compromessi, senza paura di perdere qualcosa. La presenza di Dio sarà forte, rovente e carica di elettricità. Purtroppo non sarà possibile a tutti esserci. L’impatto con la sua Luce sarà tremendo e solo coloro che avranno scelto di affidarsi completamente a Lui vivranno questa realizzazione del sogno.

Credo che questa sarà la dinamica del risveglio. Non si tratta di un evento fatale e mistico che “succede” ma oggi, più che mai, è un comandamento che richiede una preparazione.

E’ scritto in Romani 13.11: “questo dobbiamo fare, consci del momento cruciale: è ora ormai che vi svegliate dal sonno; perché adesso la salvezza ci è più vicina di quando credemmo.”

La Parola ci parla di qualcosa che è al livello della nostra coscienza (…consci del momento…) non già di un evento fortuito, mandato da Dio, ma di qualcosa che noi siamo in grado di provocare.

Spesso ci ritroviamo a celebrare in culto qualcosa che somiglia (purtroppo) alla danza della pioggia che vediamo nei film dedicati ai nativi americani. Ma il risveglio non è un evento meteorologico che ci arriva addosso come un temporale.

Ed allora, cosa dobbiamo fare per entrare nel tempo nuovo senza restare imbambolati dallo shock dovuto alla grandezza degli eventi? La risposta, come sempre quando si tratta delle cose di Dio, è semplicissima: imparare a confidare solo in Lui. Voi direte: “come, tutto qui? Ma… Lo sapevamo! Senza fede non è possibile piacere a Dio”. Giusto, è vero ma confidare DEL TUTTO nel Signore purtroppo è qualcosa su cui la Chiesa deve ancora lavorare. Confidare solo in Lui significa soprattutto imparare a capire che nel Regno non esistono vie di mezzo. Ogni via di mezzo non può sussistere nel Regno di Dio. Ce lo dice lo stesso Gesù, quando afferma: “chi non è con me è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde”. Questa affermazione estrema era rivolta ai farisei che lo accusavano di scacciare i demoni con l’aiuto di altri demoni. Di fatto i farisei accusavano Gesù di essere un alleato del diavolo ed accusavano il diavolo di essere un alleato di Gesù. Si tratta di una affermazione irriverente, dietro alla quale si nasconde la pretesa che Cristo si servisse delle vie di mezzo. Ma la sua risposta è chiara e lacerante: ogni regno diviso contro se stesso (abituato ai compromessi) è destinato a sfaldarsi. Siamo chiamati oggi a prendere coscienza di tutte quelle aree della nostra mente in cui ancora siamo divisi contro noi stessi. Tutte quelle zone dell’anima ancora non convertite, che vivono secondo la logica del mondo. Tutte quelle zone del cuore in cui la fede non è totale, quegli anfratti del pensiero in cui si annida ancora il dubbio. Oppure quelle lande desolate della nostra affettività in cui si annidano rancore, rabbia, furbizia o menzogna. Oppure, ancora, quei pozzi oscuri della personalità tappati dalla paura o abitati da qualche microscopica perversione.

Questo è il tempo, cari lettori, di scegliere con un po’ di coraggio, di guardarci dentro e fare in modo che il sangue del Nuovo Patto possa bagnare tutto ciò che ancora langue nell’aridità della nostra nevrosi.

Questo è il tempo del mettersi in discussione. Coloro che entreranno nel tempo a venire saranno uomini e donne ruvidi, gente senza falsità, coraggiosi e pronti a guardarsi dentro per strappare via l’uomo vecchio. Senza pietà, senza falsi moralismi, senza religione.

Se senti che c’è qualcosa in te che deve essere guardato e messo ai piedi della Croce, adesso è il momento. Non indugiare ancora.

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