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"Fino all'estremità della Terra..."

I pionieri della Chiesa Apostolica avevano la convinzione che la Visione Apostolica dovesse essere condivisa. E' con questo slancio che essa si è estesa e continua ad estendersi in tutti i continenti del mondo.
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Responsabili progetto Dorcas
Elia e Gloria Landi

Intervista ad Andrea Thomas

Appena arrivato in Togo, che impressione ti ha fatto il Paese?

Sono andato a febbraio 2012, per otto giorni. Son partito a Fiumicino con la neve e sono arrivato a Lomé che faceva  30 gradi. Ho visitato due chiese a Lomé, la scuola biblica e qualche chiesa nella La Brousse (la boscaglia). Una volta c’era la giungla, ora a causa di un disboscamento selvaggio per fare legna e carbone da vendere c’è una strada asfaltata che attraversa il Paese da nord verso sud, dalla capitale verso il Shahara. Questa strada è l’unica strada asfaltata ed è affiancata da tratti deforestati e devastazione. Ci si potrebbe coltivare tutto, ma c’è un’atmosfera di incuria e di disorganizzazione di “sfruttamento” del territorio.

Come è nata l’opera missionaria in Togo?

L’opera in Togo  ha diversi anni ed è nata dalla chiesa apostolica in Belgio e Francia che mandavano i missionari.  I missionari non erano, come anche accade oggi,  collegati tra di loro, così sono sorte 4 opere (Danimarca, Svizzera, Belgio, Nigeria-Ghana). La Chiesa Apostolica in Italia si è inserita in questo “scollamento” e attraverso un buon lavoro di Elia e Gloria, queste opere si stanno collegando per collaborare (dal Comitato Europeo, Elia ha detto di voler collaborare per la missione in Togo e gli è stato dato il permesso).  

La Chiesa Apostolica ha attivato dei progetti di aiuto in Togo?

La chiesa sta attivando progetti di microcredito (DORCAS): ci sono vedove e donne che non hanno come vivere. Con 24-30 euro possono comprare i semi di un campo e possono vivere del prodotto ripagando il debito in 2 anni. La donna restituisce quello che è stato investito che va nelle casse della chiesa che lo reinveste in altre donne. Abbiamo già 100 persone che fanno questo lavoro . Un altro progetto attivo è il CORBAN, che sostiene decine di pastori, sponsorizzati dalla chiesa. I pastori hanno quasi tutti più di un figlio, 3-4 e hanno l’abitudine di avere nelle loro case ragazzi orfani, poveri del villaggio. E ogni giorno hanno nelle case 7-8 figli. Quindi con 25 euro al mese che per loro sono 16mila sefa , l’equivalente di uno stipendio di un mese, possono portare avanti la loro famiglia e sfamare anche alcuni orfani del villaggio.

 

Come è organizzata la Chiesa Apostolica in Togo?

Ho visto chiese di ogni genere e tutte abbastanza vive. C’è un minimo di collaborazione anche se non sempre è così. Ci sono poche moschee però le chiese che ci sono vivono grazie a supporti dall’estero e quasi tutto ciò che funziona è stato fatto dalle chiese. Anche la nostra chiesa apostolica in Togo che è una piccola opera in un paese di 6-7 milioni di abitanti, riesce a gestire 130 chiese che gestiscono 12 scuole elementari, 4 scuole medie, 2 orfanotrofi e 1 scuola biblica. Le scuole sono riconosciute dallo stato e tutti gli insegnanti sono credenti e la mattina iniziano con la preghiera. I soldi arrivano dalle missioni.  Ho visitato una scuola con 425 ragazzi in 12 aule ( con una media di 30 ad aula), e ho domandato al preside quanto costasse la retta. Lui mi ha risposto 2000 sefa, circa 3 euro. La retta non è settimanale, ne mensile bensì annuale! Con 3 euro dai al bambino un pasto, quaderni e matite e le cose di base. Le classi hanno le lavagne con i gessetti, tante mappe fatte alle lavagna con i gessetti colorati, fatte per altro molto bene.

Come avviene il passaggio di soldi dall’Italia al Togo e come tutelare le transazioni data l’alta corruzione nel Paese?

Come essere sicuri che quello che vuoi dare lì da qui, arrivi nelle mani giuste. Elia è stato strumentale nell’aprire un conto bancario a Lomé a nome della Chiesa Apostolica in Italia, dove trasferire i soldi. In modo che qualcuno direttamente da Lomé possa prelevare da li e li e portare a mano nei diversi villaggi. Il problema più grande è la mancanza di infrastrutture e di banche: in un paese che è grande 500 km di lunghezza, ci sono diversi punti Money gram, quindi anche per chi deve ogni volta prendere i soldi è un’impresa.

In conclusione?

Una cosa che mi fa sorridere e pensare è che qui in Italia ci lamentiamo delle chiese africane troppo rumorose, invece lì in Togo sentire cantare i fratelli mentre passeggi nella Brousse è un segno di gioia e di speranza, in un Paese invece dove la povertà ha riso triste la maggior parte delle persone. Credo che andare in una terra di missione aiuta ad apprezzare quello che abbiamo qui.

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