Come nasce la corale nazionale, e perché:
Nel 1997 mi venne proposto di formare un gruppo nazionale che rappresentasse maggiormente l’Italia in occasione del Convegno Nazionale, un’occasione che rappresenta un momento importante di scambio fra le varie realtà apostoliche in Italia
Si è avuto da subito un interesse notevole alla cosa, e da allora questa iniziativa è andata crescendo vedendo la partecipazione da vari distretti d’Italia, inglobando nel suo interno fratelli non solo italiani ma anche delle chiese etniche ,creando una rete di fratellanza e di unione che il linguaggio della musica, unito all’unico scopo di esaltare il Signore, sa instaurare.
Conseguenze:
I fratelli e le sorelle si conoscono ed imparano, anche se per breve tempo, a collaborare insieme.
Fra i partecipanti, la maggior parte giovani, si sono creati rapporti di amore fraterno che percorrono tutta la penisola e le isole, aiutando ad accorciare un poco quest’Italia così lunga.
E’ meraviglioso vedere tutti questi fratelli e sorelle lodare ed adorare il Signore, commuoversi di fronte a Lui, abbracciarsi anche se ci si è appena conosciuti, desiderare di rivedersi ancora e fare degli sforzi per potersi incontrare di nuovo, telefonarsi, scriversi.
Si scoprono nuovi talenti: a volte non ci rendiamo conto dei doni e delle capacità che ci sono all’interno delle nostre comunità. Questi avvenimenti ci aiutano a scoprirli e metterli in evidenza.
Si scopre che anche altri hanno dei talenti: Difetto degli artisti è spesso che ci sentiamo unici al mondo. Queste situazioni ci fanno scoprire che ci sono in giro altri altrettanto bravi come noi con cui collaborare.
Cambiamento di mentalità:
Spesso si pensa che la Lode e l’Adorazione siano solo una dimostrazione di buona musica; a volte lo pensano gli stessi musicisti.
Durante le prove si è provato, brevemente, a spiegare cos’è la Lode e cos’è l’Adorazione, qual è il ruolo della musica e qual è anche il ruolo di chi conduce il periodo della lode ed adorazione.
La Lode ed Adorazione: non è una buona musica, non è una grande corale, non è un momento dove salti e uno dove chiudi gli occhi in estasi, ma tutto parte dal ringraziamento.
Se non impariamo ad essere riconoscenti per quel che Dio ha fatto per noi, non ci sarà nessun adoratore e nessuna adorazione, ma solo una parvenza di questa.