MENU
Area Riservata
|
 |
|
 |
|
l’Adorazione è uno stile di vita
Inizia dalla riconoscenza per la salvezza che non meritavamo affatto, continua con la lode quando realizziamo la nostra felicità di appartenere al regno di un Re al di sopra di ogni re, che ci ha puliti, guariti, liberati, arriva all’adorazione dove sentiamo forte l’amore di Dio e comprendiamo che quel Re è anche il nostro Padre che ci ama, ci cura, ci accarezza e parla al nostro cuore.
E’ un cammino che parte dalla porta del ringraziamento, continua nei suoi cortili con la lode e ci fa entrare nel luogo santissimo dove la nostra offerta di labbra confessanti il Suo nome viene accettata. Sono momenti in cui dichiariamo collettivamente che esiste un popolo sulla terra per Dio che si fida e si affida a Lui, e quando tutto questo viene fatto con cognizione di ciò che si sta facendo, allora diventa una potenza; allora il Signore parla, interviene, cambia i cuori e le situazioni, e le chiese inspiegabilmente crescono, perché il Signore viene messo al Suo posto, cioè sul Suo trono.
Cosa c’entra la musica in tutto ciò? La musica non è l’Adorazione, ma è un mezzo che il Signore stesso ha dato per aprire i cuori , per comunicare, per far ricordare, per celebrare ecc (1° Cronache 16:8-36). Quando Davide decide di stabilire davanti all’arca il servizio per ringraziare, lodare e celebrare il Signore, chiama dei musicisti per farlo (Asaf, Jeduthun, Heman ed altri) come si legge in 1°Cronache 16:4.
La musica per Dio deve contenere delle verità bibliche che possano entrare nel profondo e portare cambiamenti, ed in questo ruolo non deve sostituire di certo la predicazione della parola, che in ogni culto dovrebbe avere la parte centrale, ma ha senz’altro un carattere di insegnamento, può appoggiare la predicazione, rendere i cuori più pronti a riceverla, aiutare a ricordare.
Fiorella Thomas
La guida nell’adorazione
La guida dell’adorazione, non è necessariamente il musicista più bravo o il pastore o il direttore /direttrice della corale, ma qualcuno battezzato con lo Spirito Santo che, insieme ai musicisti ed ai cantanti, conosca i pezzi e canti insieme a loro, sappia cosa sia la riconoscenza, conosca Dio come liberatore, guaritore e consolatore e sappia guidare nella libertà dello Spirito la congregazione verso un momento profondo della manifestazione della presenza di Dio; che sia, insomma, un adoratore.
Un uomo o una donna di Dio che abbiano avuto esperienza dell’amore profondo Suo e sappiano comunicarlo agli altri e che soprattutto sappiano ascoltare il vento dello Spirito per capire dove vuole andare, svolgendo il proprio compito in sottomissione ed accordo con il pastore.
Dall’abbondanza del cuore parla la bocca; una buona guida dell’adorazione deve avere il cuore pieno di lode e riconoscenza. Può attraversare, certo, momenti duri, ma non si farà prendere dalla depressione, si alza come l’aquila ed insegna anche alla congregazione a volare.
Fiorella Thomas
Usiamo gli artisti per intaccare il territorio
Perché non incoraggiamo i nostri musicisti a formare gruppi, piccole band, duetti, quartetti, o se fosse possibile, anche un’orchestra nazionale che sfondi sul territorio? C’è una grossa potenzialità fra i nostri ragazzi, ed anche una gran voglia di fare per il Signore, e spesso noi lasciamo vuote delle aree della società solo perché non sappiamo come incanalare queste potenzialità. Ci sono chiese che vivono per anni in un quartiere senza che nessuno sappia della loro esistenza, mentre invece dovremmo essere un punto di riferimento.
Da sempre la musica e l’arte in genere hanno attirato gente, ogni comunità potrebbe avere quindi uno o più aspetti artistici al suo interno, che attiri i giovani, e anche i meno giovani. L’arte è comunicazione, comunica principi, idee, standard di vita, non lasciamola completamente in mano al nemico per permettergli di imporre i suoi principi e i suoi standard.
Il problema non è come usare questi artisti che di sicuro si nascondono fra di noi, ma quello di far cambiare loro mentalità.
Il cristiano e l’arte: essere dei talent scout (i talenti)
Due parole ai nostri leader di chiesa
Quante forme di arte esistono?
Non c’è solo la musica, ma c’è la danza, il teatro, il mimo, la pittura, la scultura, la fotografia ecc.
Siamo onesti: quante volte per non aver problemi con abbiamo preferito, in veste di leader di una chiesa, invece che aiutare i nostri artisti a far fruttare i talenti, farglieli seppellire? Forse non riusciamo a capirli, oppure non ci piace la loro forma di espressione, oppure ci troviamo di fronte a persone egocentriche, edoniste, o a giovani nella fede e non sappiamo come incanalare la loro voglia di fare arte.
Non si risolve mettendoli seduti, sarebbe un peccato e con gli artisti non funziona.
Aiutiamoli piuttosto a cambiare la loro mentalità com’è scritto in 2° Corinzi 10:5: facciamo prigioniero ogni pensiero traendolo all’ubbidienza di Cristo, e mettiamoli in condizione di lavorare con la loro arte, seguendoli e riprendendoli quando sbagliano ma appoggiandoli come dei padri, facendo loro capire che ogni forma d’arte deve portare gloria al Signore (ogni cosa buona viene da Lui) e non semplicemente mettere in mostra se stessi (anche se, quando sono stati bravi, non c’è niente di male nel dirglielo).
In questo modo otterremo un cambiamento notevole, avremo degli artisti che potranno trasformarsi in abili strumenti di evangelizzazione, una dimostrazione al mondo che l’evangelo non è monotonia, ma luce, colore, gioia, varietà di espressione.
Loro saranno felici (gli artisti vogliono fare gli artisti, anche quando è faticoso) e voi pastori avrete delle realtà comunitarie molto più allegre e variopinte.
A volte crediamo che sarebbe più facile se tutti fossimo uguali, con gli stessi gusti, ma sarebbe molto noioso. Il Signore invece ci ha fatto tutti diversi, con diverse capacità e passioni.
Il Signore dice a Mosè: cos’hai nella tua mano? Gli artisti hanno chi uno strumento, chi un pennello, chi una penna, chi una musica su cui ballare.
Gli artisti del mondo rappresentano la tristezza della vita, il decadimento dei valori, la paura, la morte, ma gli artisti che hanno consacrato la loro arte a Dio rappresentano la gioia di vivere, la luce, la speranza, la bellezza di Dio, l’amore……..scusate se è poco!
Fiorella Thomas
|
|