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Una Chiesa che Funziona

Leggi da Atti 5:29 – 6:7      “Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini…”

I versetti che precedono questi eventi ci parlano di una Chiesa “in carcere”, nel senso che vi era il tentativo da parte delle autorità di limitare la diffusione dell’evangelo imprigionando i vertici della nascente chiesa apostolica. In modo simile oggi potremmo pensare a molte comunità, praticamente “imprigionate” nelle loro belle sale, dalla mentalità e dai timori dei loro conduttori che non spingono all’evangelizzazione e alla diffusione della testimonianza al di fuori di un contesto molto limitato, e tendono a creare comunità che non hanno nessun impatto sui loro vicini, sul quartiere, su amici e familiari dei credenti, sulla nazione.

 

Per far uscire la Chiesa dalla prigione ci vuole sempre lo Spirito Santo, che in quella occasione aprì le porte necessarie facendo capire agli oppositori che stava succedendo qualcosa di non normale: gli stessi apostoli che non furono più trovati nel carcere furono invece visti nel Tempio, mentre ammaestravano la gente; quindi fu Dio stesso a portare alla ribalta i Suoi servi, e troviamo nel discorso che l’apostolo Pietro fece al Sinedrio dei principi che permisero a quella Chiesa di “funzionare bene” e di moltiplicarsi, e credo che gli stessi principi siano più che validi anche per noi oggi. Vediamoli insieme:

 

  • Prima di tutto, era una Chiesa che obbedisce a Dio; questo è evidente dalle parole (v. 5:29) di Pietro, che comunque nei suoi sermoni usava moltissimi passi della Scrittura: quindi ubbidire a Dio credo equivalga ad obbedire alla Bibbia. E’ vero che Pietro usava il Vecchio Testamento, ma lo vediamo in seguito anche attento lettore degli scritti di Paolo, equiparandoli alle “altre scritture” (2 Pietro 3:15-16). Una regolare lettura della Bibbia ci trasformerà, perché nel leggerla ci sono solo due possibilità: o la Bibbia cambierà te, o sarai tu a cambiare la Bibbia, dicendo che non è più attuale, esatta, opportuna oggi, e così via.

 

  • Vediamo poi che era una Chiesa che innalza Gesù; la dichiarazione di lode a Gesù di Pietro (v. 5:30-31) è paragonabile oggi al tempo di lode che dedichiamo nelle nostre comunità, che non è solo cantare ma un vero e proprio dichiarare le lodi del Nostro Signore. Se la chiesa obbedisce a Dio ubbidirà anche al testo di Ebrei 13:15, “il sacrificio di lode, di labbra confessanti il Suo nome” è una delle caratteristiche di una chiesa che sta bene, si fida del Suo Signore e cresce di conseguenza; è un fatto statistico che le comunità che hanno un bel tempo di lode sono tra quelle che crescono.

 

  • Era anche una Chiesa con la testimonianza dello Spirito Santo, (5:32) il che completa la Trinità al suo interno. Lo Spirito Santo testimonia con noi facendoci vedere delle situazioni, o vivere delle esperienze soprannaturali, come conversioni, guarigioni, trasformazioni inspiegabili che sono un chiaro segnale della presenza di Dio nel Suo Tempio, che è la Chiesa. Se non ci sono questi segnali soprannaturali, abbiamo ragione di chiederci se siamo in una chiesa pentecostale. A volte facciamo dipendere l’aspetto miracoloso da un servo di Dio particolare, oppure da una forte emozione: ma lo Spirito Santo deve essere testimone con noi della Sua vita soprannaturale nella Chiesa, e spesso lo fa naturalmente, senza superuomini.

 

  • Era una Chiesa che godeva del favore della gente; troviamo sia la folla, poi Gamaliele (5:34), in difesa degli apostoli; lo stesso Gamaliele che fu l’insegnante di Paolo (citato in Atti 22:3),che non era certo uno stupido. Facendo un paragone oggi diremmo che per crescere e funzionare bene una comunità (cioè tutti noi singoli credenti) dovrà godere della buona testimonianza e stima di coloro che ci circondano, che ci abitano vicino, con i quali studiamo o lavoriamo. Se diamo buona testimonianza, sarà più facile per la gente ascoltarci anche quando parleremo con loro di Dio.

 

  • Erano costanti nell’evangelizzazione, e nel tempio e nelle case (5:42), il che dimostra la loro attività continua in questo senso; chi semina scarsamente mieterà pure scarsamente, ma chi semina tanto raccoglie tanto! Oggi se non vediamo molte conversioni è anche perché ci aspettiamo che siano gli altri a portare amici e parenti, non diamo esempio e sembra che noi stessi non siamo interessati al benessere degli altri; ma se noi andiamo e lavoriamo, altri seguiranno. Soprattutto dobbiamo incoraggiare “i nuovi” a portare i loro amici, perché sono tra i pochi che hanno ancora, essendo da poco in comunità, un giro di contatti non credenti.

 

  • Con l’evangelizzazione, avviene la moltiplicazione: e con questa si moltiplicano anche i problemi; e una chiesa che funziona non trascura i problemi, ma li affronta e si inventa dei sistemi per risolverli. Nel caso degli Atti (6:1) il problema era costituito dalla moltiplicazione dei fratelli e, di conseguenza, dalla maggiorata necessità di assistenza di tutti gli annessi e connessi. Gli apostoli non hanno paura di riconoscere il problema, lo affrontano, con l’aiuto dell’assemblea lo risolvono, e col fare creano anche nuovi spazi per il servizio; il Signore riuscirà sempre a creare nuovi spazi per il servizio da un problema affrontato, aiutando così la crescita dei servi e incoraggiandoli a non aver paura di confrontarsi con le circostanze avverse, che portano alla maturità.

 

  • Conseguenza della moltiplicazione è la necessità di imparare a delegare, sempre secondo delle regole ben delineate (6:3-6) e comunque tenendo presente che tutti abbiamo avuto un periodo in cui si imparava, e quindi non eravamo ancora capaci di fare, i perfetti sono solo quelli che riteniamo perfetti finché non arriviamo a coprire il loro ruolo, e così ci rendiamo conto che non potevano essere così perfetti. Questo aiuta la nostra umiltà e senso di gratitudine a Dio per aver scelto gente come noi. In ogni caso, se la chiesa non delega, non arriverà mai a superare una certa barriera numerica formata dal numero di gente che può seguire il solo pastore… in Italia penso che si tratti di cinquanta/settanta persone. Per averne di più in comunità, bisogna DELEGARE a qualcun altro per assicurarsi che ognuno sia seguito ed abbia anche qualcuno da seguire. La delega implica anche il rendiconto, quindi chi è stato delegato sa che dovrà riferire sul suo lavoro svolto, le pecore ecc. Non è mai facile imparare a delegare, dato che ci piace tanto fare tutto a noi.

 

Una Chiesa che funziona, quindi, è dipendente da Dio Padre nelle Scritture, loda il Figlio, crede nell’opera dello Spirito Santo, gode di una buona testimonianza da quelli di fuori, evangelizza in continuazione, non ignora i problemi ed ha imparato a delegare.

 

Chiediamo a Dio di farci abitare in una tale chiesa, che sarà cristiana, evangelica, pentecostale ed apostolica! Dio vi benedica.

Andrea Thomas

 

www.chiesapostolica.com © 2007 – Messaggio predicato sotto la Tenda “Cristo è la Risposta” a Roma.

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