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Giraffe rotte

No, non sto parlando dell’animale alto dal collo lungo; il termine “giraffa” viene spesso usato anche per quegli oggetti che siamo abituati a usare nelle nostre sale di culto per tenere i microfoni a una certa altezza. E, sicuramente, se avete delle aste in comunità, vi sarà capitato prima o poi di cercare di aggiustarle quando si rompono, quando non stanno bene in piedi o quando non si alzano facilmente di livello.

In genere i punti “delicati” di un’asta per microfoni sono quelli indicati dalle frecce qua sotto; almeno, nella mia esperienza di “aggiustatore” per evitare di comprarne di nuove, i posti dove intervenire sono spesso stati questi.

Vediamoli insieme: prima però vi leggo due versetti dal famoso capitolo sui ministeri della lettera di Paolo agli Efesini, 4:15-16.

“Ma, seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa in Colui che è il capo, cioè Cristo, dal quale tutto il corpo ben connesso e unito insieme mediante il contributo fornito da ogni giuntura e secondo il vigore nella misura di ogni singola parte, produce la crescita del corpo per l’edificazione di sé stesso nell’amore.”

Vediamo che qui l’apostolo Paolo fa un paragone tra un corpo umano che cresce in maniera sana e la Chiesa del Signore; ed è interessante che le giunture e la forza di ciascun membro producano questa crescita. Ora, credo che le giunture rappresentino i ministeri che il Signore ha dato alla Chiesa, perché sono i ministeri che “collegano” e uniscono assieme tutte le varie membra del Corpo: quando i ministeri funzionano, vi è interscambio e crescita “secondo il vigore di ognuno”.

Permettetemi un’analogia con l’asta telescopica per microfoni: il Signore vuole parlare al mondo attraverso la Sua Chiesa, e l’asta rappresenta il nostro organizzarci per “reggere il Suo microfono” o far sentire la Sua voce. Gli stessi punti deboli di un’asta qualsiasi possono essere rappresentativi di punti deboli del nostro ministero o servizio personale, illustrati come segue. L’asta di solito si rompe per pressione, per usura, o per mancanza di lubrificazione, sempre negli stessi giunti.

A)   Il primo “punto debole” è la giuntura che regge il microfono. Di solito di plastica dura o bachelite, una piccola coppetta si presta a contenere il manico di un microfono che si inserisce e si tiene fermo per pressione; tutti avrete visto microfoni tenuti a posto con brutte fasciature di nastro adesivo perché la coppetta si è spaccata e non regge più nulla, e di solito questo accade quando vogliamo infilare (per forza) il manico di un microfono di un’altra marca e quindi di dimensioni diverse da quello previsto: ogni coppetta è fatta apposta per il suo microfono e se subisce pressioni non previste si spacca.

B)   La seconda giuntura delicata è l’innesto tra l’asta verticale e quella diagonale, dove una vite passa attraverso un foro nel tubo verticale e, stringendosi, lo serra all’altro. Con il tempo e il maltrattamento, l’innesto si spezza, oppure si arrugginisce e si ingrippa per mancanza di lubrificazione: in entrambi i casi l’asta diventa poco utile, perché non si piega più.

C)  Il terzo raccordo “a rischio” è quella specie di manicotto a mezz’asta che si svita e si avvita per alzarla o abbassarla, di solito è fatto di plastica che col tempo subisce usura ed alla fine l’avvitatura si spana, non trattiene più l’asta che di conseguenza “non è all’altezza” e si abbassa mentre uno la sta usando. Penso che molti di voi che leggete avrete vissuto una o più delle situazioni descritte.

 

Per analogia, il ministero come l’asta si spezza sotto pressione, si blocca per mancanza di lubrificazione e subisce usura per stanchezza e logorio nel servizio. In questi casi i ministeri, le “giunture del Corpo”, non danno più il loro contributo all’unità del Corpo che quindi ne risente nella crescita.

Prendiamo la pressione: quante volte noi come persone nel servizio di Dio ci siamo sentiti sotto pressione, la pressione di non poter mai dire di no all’ennesima cosa da fare, di non riuscire a gestire le pressioni finanziarie richieste dal ruolo o dal ministero, di vivere pressioni in famiglia perché “la chiesa viene prima” o simili frasi molto sante ma spesso usate male (vedi 1 Timoteo 3:4-5); per non parlare poi di quando ci viene chiesto di incastrarci in un ruolo che non è il nostro, che quindi rischia di spaccare qualcosa? Pensate a un ministero evangelistico costretto a fare il pastore, sempre teso verso l’esterno e gli inconvertiti, insofferente verso la cura d’anime delle persone già inserite nella comunità, supponete quali pressioni vive e fa vivere!

Abbiamo poi la giuntura arrugginita, o non lubrificata, che ci parla dell’unzione regolare dello Spirito Santo che ci mantiene elastici e mobili; il pastore Daniel Iampaglia, collaboratore di Jim Cymbala del Brooklyn Tabernacle di New York, dice che “le cinque parole più assassine” che ha spesso sentito dire dai leader di chiese in difficoltà sono: “Noi abbiamo sempre fatto così”. Come leader e servi di Dio siamo in obbligo di mantenerci il più lontani possibile dalla ruggine, così come un corpo umano deve mantenersi il più libero possibile dall’artrosi, o dai minuscoli bruscoli che possono bloccare gli ingranaggi del nostro fisico, così come le piccole volpi guastano le vigne. E a proposito di “ruggine”, il termine è anche sinonimo di attriti personali tra conservi.

Infine il manicotto che soffre di usura e logorio: se noi vogliamo “essere all’altezza” delle svariate situazioni spirituali da affrontare, dobbiamo cercare di “non stancarci di fare il bene” (Galati 6:9 e 2 Tess. 3:13); ci si stanca fisicamente quando non ci si riposa e si esagera con gli impegni, ma ci si stanca anche della chiesa, delle persone, dei conservi che non collaborano; ricordate Ebrei 13:17, “con gioia e non sospirando”?

La prossima volta che vi capita di aggiustare una “giraffa” ricordatevi che noi siamo molto simili, chiamati ad essere giunture che funzionano nel Corpo che è la Chiesa.

 

© Andrew Thomas SaperexFare 2013

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